22 Aprile 2018 IV DOMENICA DI PASQUA At 20,7-12; Sal 29; 1Tim 4,22-16; Gv 10,27-30
© Created by Elena Albarello                          Per informazioni o comunicazioni contattare il

LO SCAMBIO DELLA PACE E LA PRESENTAZIONE DEI

DONI

Dal punto di vista teologico la categoria della "pace" esprime sinteticamente i frutti della Pasqua di Gesù, comunicati alla Chiesa nel convito eucaristico. Il gesto dello scambio della pace appartiene allo strato più antico dello sviluppo del Rito della Messa, poiché è testimoniato già da Giustino nella I Apologia (II secolo); il Rito Ambrosiano, insieme con la quasi totalità delle Liturgie Orientali, lo ha mantenuto nella sua collocazione originaria, cioè in apertura della Liturgia eucaristica, prima dell'Offertorio: in tale posizione, esso ha chiaramente un carattere di premessa - preparazione all'Eucaristia che sta per compiersi e mostra di essere la traduzione diretta, sul piano rituale, dell'indicazione di Mt 5,23-24 circa la necessità di una riconciliazione con il proprio fratello come condizione previa per poter offrire a Dio un dono a lui gradito. Alla Liturgia della Parola segue l’altra parte costitutiva della Messa, che è la Liturgia eucaristica. In essa, attraverso i santi segni, la Chiesa rende continuamente presente il Sacrificio della nuova alleanza sigillata da Gesù sull’altare della Croce. È stato il primo altare cristiano, quello della Croce, e quando noi ci avviciniamo all’altare per celebrare la Messa, la nostra memoria va all’altare della Croce, dove è stato fatto il primo sacrificio. Il sacerdote, che nella Messa rappresenta Cristo, compie ciò che il Signore stesso fece e affidò ai discepoli nell’Ultima Cena: prese il pane e il calice, rese grazie, li diede ai discepoli, dicendo: «Prendete, mangiate … bevete: questo è il mio corpo … questo è il calice del mio sangue. Fate questo in memoria di me». Obbediente al comando di Gesù, la Chiesa ha disposto la Liturgia eucaristica in momenti che corrispondono alle parole e ai gesti compiuti da Lui la vigilia della sua Passione. Così, nella preparazione dei doni sono portati all’altare il pane e il vino, cioè gli elementi che Cristo prese nelle sue mani. Al primo gesto di Gesù: «prese il pane e il calice del vino», corrisponde quindi la preparazione dei doni. È la prima parte della Liturgia eucaristica. E’ bene che siano i fedeli a presentare al sacerdote il pane e il vino, perché essi significano l’offerta spirituale della Chiesa lì raccolta per l’Eucaristia. È bello che siano proprio i fedeli a portare all’altare il pane e il vino. Sebbene oggi «i fedeli non portino più, come un tempo, il loro proprio pane e vino destinati alla Liturgia, tuttavia il rito della presentazione di questi doni conserva il suo valore e significato spirituale».  Dunque, nei segni del pane e del vino il popolo fedele pone la propria offerta nelle mani del sacerdote, il quale la depone sull’altare o mensa del Signore, «che è il centro di tutta la Liturgia eucaristica». Cioè, il centro della Messa è l’altare, e l’altare è Cristo; sempre bisogna guardare l’altare che è il centro della Messa. Nel «frutto della terra e del lavoro dell’uomo», viene pertanto offerto l’impegno dei fedeli a fare di sé stessi, obbedienti alla divina Parola, un «sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente», «per il bene di tutta la sua santa Chiesa». Così «la vita dei fedeli, la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro, sono uniti a quelli di Cristo e alla sua offerta totale, e in questo modo acquistano un valore nuovo» Certo, è poca cosa la nostra offerta, ma Cristo ha bisogno di questo poco. Ci chiede poco, il Signore, e ci dà tanto. Ci chiede poco. Ci chiede, nella vita ordinaria, buona volontà; ci chiede cuore aperto; ci chiede voglia di essere migliori per accogliere Lui che offre se stesso a noi nell’Eucaristia; ci chiede queste offerte simboliche che poi diventeranno il Suo corpo e il Suo sangue. E tutto questo è quanto esprime anche l’orazione sulle offerte. In essa il sacerdote chiede a Dio di accettare i doni che la Chiesa gli offre, invocando il frutto del mirabile scambio tra la nostra povertà e la sua ricchezza. Nel pane e nel vino gli presentiamo l’offerta della nostra vita, affinché sia trasformata dallo Spirito Santo nel sacrificio di Cristo e diventi con Lui una sola offerta spirituale gradita al Padre. Mentre si conclude così la preparazione dei doni, ci si dispone alla Preghiera eucaristica. La spiritualità del dono di sé, che questo momento della Messa ci insegna, possa illuminare le nostre giornate, le relazioni con gli altri, le cose che facciamo, le sofferenze che incontriamo, aiutandoci a costruire la città terrena alla luce del Vangelo.

Benvenuto

Home Informatore Caritas parrocchiale PGS Cuoricino Blog di Don Maurilio Il Santuario Storia Archivio Cuoricino in festa
Parrocchia Natività di Maria Vergine Cardano al Campo - Cuoricino
I Santi del mese che sono modelli nella fede ed amici che intercedono per noi: per conoscere i santi, nostri modelli nella fede.
Parrocchia NativitÓ  di Maria Vergine
Via Verdi, 20 CUORICINO (Cardano al Campo) Tel. 0331262071 E-mail. Don Samuele 3386866315 CARITAS Tel. 0331264640
Orario S. Messe Parrocchia:
Martedì, Giovedì, Sabato e prefestivi ore 18.00 Domenica ore 9.00-11.00 Santuario:   Lunedì, Mercoledì e Venerdì ore 8.30 Dal 30 aprile: le sante Messe feriali da lunedì al venerdì saranno al Santuario (rimangono invariati ovviamente gli orari) fino alla fine del mese di Maggio
Sito Ufficiale Santa Sede Chiesa Cattolica Italiana Chiesa di Milano Parrocchie.it Caritas Ambrosiana PGS Cuoricino Parrocchia di Sant'Anastasio

Link utili:

cookie notice This site uses cookies. In general, cookies are used to retain user preferences, store information for things like shopping carts, and provide anonymised tracking data to third party applications
Home
22 Aprile 2018 IV DOMENICA DI PASQUA At 20,7-12; Sal 29; 1Tim 4,22-16; Gv 10,27-30
© Created by Elena Albarello  Per informazioni o comunicazioni contattare il

Benvenuto

Site Menu
Parrocchia Natività di Maria Vergine Cardano al Campo - Cuoricino
Parrocchia NativitÓ  di Maria Vergine
Via Verdi, 20 CUORICINO (Cardano al Campo) Tel. 0331262071 E-mail. Don Samuele 3386866315 CARITAS Tel. 0331264640
Orario S. Messe Parrocchia:
Martedì, Giovedì, Sabato e prefestivi ore 18.00 Domenica ore 9.00-11.00 Santuario:   Lunedì, Mercoledì e Venerdì ore 8.30 Dal 30 aprile: le sante Messe feriali da lunedì al venerdì saranno al Santuario (rimangono invariati ovviamente gli orari) fino alla fine del mese di Maggio

LO SCAMBIO DELLA PACE E

LA PRESENTAZIONE DEI

DONI

Dal punto di vista teologico la categoria della "pace" esprime sinteticamente i frutti della Pasqua di Gesù, comunicati alla Chiesa nel convito eucaristico. Il gesto dello scambio della pace appartiene allo strato più antico dello sviluppo del Rito della Messa, poiché è testimoniato già da Giustino nella I Apologia (II secolo); il Rito Ambrosiano, insieme con la quasi totalità delle Liturgie Orientali, lo ha mantenuto nella sua collocazione originaria, cioè in apertura della Liturgia eucaristica, prima dell'Offertorio: in tale posizione, esso ha chiaramente un carattere di premessa - preparazione all'Eucaristia che sta per compiersi e mostra di essere la traduzione diretta, sul piano rituale, dell'indicazione di Mt 5,23-24 circa la necessità di una riconciliazione con il proprio fratello come condizione previa per poter offrire a Dio un dono a lui gradito. Alla Liturgia della Parola segue l’altra parte costitutiva della Messa, che è la Liturgia eucaristica. In essa, attraverso i santi segni, la Chiesa rende continuamente presente il Sacrificio della nuova alleanza sigillata da Gesù sull’altare della Croce. È stato il primo altare cristiano, quello della Croce, e quando noi ci avviciniamo all’altare per celebrare la Messa, la nostra memoria va all’altare della Croce, dove è stato fatto il primo sacrificio. Il sacerdote, che nella Messa rappresenta Cristo, compie ciò che il Signore stesso fece e affidò ai discepoli nell’Ultima Cena: prese il pane e il calice, rese grazie, li diede ai discepoli, dicendo: «Prendete, mangiate … bevete: questo è il mio corpo … questo è il calice del mio sangue. Fate questo in memoria di me». Obbediente al comando di Gesù, la Chiesa ha disposto la Liturgia eucaristica in momenti che corrispondono alle parole e ai gesti compiuti da Lui la vigilia della sua Passione. Così, nella preparazione dei doni sono portati all’altare il pane e il vino, cioè gli elementi che Cristo prese nelle sue mani. Al primo gesto di Gesù: «prese il pane e il calice del vino», corrisponde quindi la preparazione dei doni. È la prima parte della Liturgia eucaristica. E’ bene che siano i fedeli a presentare al sacerdote il pane e il vino, perché essi significano l’offerta spirituale della Chiesa lì raccolta per l’Eucaristia. È bello che siano proprio i fedeli a portare all’altare il pane e il vino. Sebbene oggi «i fedeli non portino più, come un tempo, il loro proprio pane e vino destinati alla Liturgia, tuttavia il rito della presentazione di questi doni conserva il suo valore e significato spirituale».  Dunque, nei segni del pane e del vino il popolo fedele pone la propria offerta nelle mani del sacerdote, il quale la depone sull’altare o mensa del Signore, «che è il centro di tutta la Liturgia eucaristica». Cioè, il centro della Messa è l’altare, e l’altare è Cristo; sempre bisogna guardare l’altare che è il centro della Messa. Nel «frutto della terra e del lavoro dell’uomo», viene pertanto offerto l’impegno dei fedeli a fare di sé stessi, obbedienti alla divina Parola, un «sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente», «per il bene di tutta la sua santa Chiesa». Così «la vita dei fedeli, la loro sofferenza, la loro preghiera, il loro lavoro, sono uniti a quelli di Cristo e alla sua offerta totale, e in questo modo acquistano un valore nuovo» Certo, è poca cosa la nostra offerta, ma Cristo ha bisogno di questo poco. Ci chiede poco, il Signore, e ci dà tanto. Ci chiede poco. Ci chiede, nella vita ordinaria, buona volontà; ci chiede cuore aperto; ci chiede voglia di essere migliori per accogliere Lui che offre se stesso a noi nell’Eucaristia; ci chiede queste offerte simboliche che poi diventeranno il Suo corpo e il Suo sangue. E tutto questo è quanto esprime anche l’orazione sulle offerte. In essa il sacerdote chiede a Dio di accettare i doni che la Chiesa gli offre, invocando il frutto del mirabile scambio tra la nostra povertà e la sua ricchezza. Nel pane e nel vino gli presentiamo l’offerta della nostra vita, affinché sia trasformata dallo Spirito Santo nel sacrificio di Cristo e diventi con Lui una sola offerta spirituale gradita al Padre. Mentre si conclude così la preparazione dei doni, ci si dispone alla Preghiera eucaristica. La spiritualità del dono di sé, che questo momento della Messa ci insegna, possa illuminare le nostre giornate, le relazioni con gli altri, le cose che facciamo, le sofferenze che incontriamo, aiutandoci a costruire la città terrena alla luce del Vangelo.
I Santi del mese che sono modelli nella fede ed amici che intercedono per noi: per conoscere i santi, nostri modelli nella fede.
cookie notice This site uses cookies. In general, cookies are used to retain user preferences, store information for things like shopping carts, and provide anonymised tracking data to third party applications
Sito Ufficiale Santa Sede Chiesa Cattolica Italiana Chiesa di Milano Parrocchie.it Caritas Ambrosiana PGS Cuoricino Parrocchia di Sant'Anastasio

Link utili: