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Parrocchia Natività di Maria Vergine Cardano al Campo - Cuoricino
I Santi del mese che sono modelli nella fede ed amici che intercedono per noi: per conoscere i santi, nostri modelli nella fede.
Parrocchia NativitÓ  di Maria Vergine
Via Verdi, 20 CUORICINO (Cardano al Campo) Tel. 0331262071 E-mail. Don Samuele 3386866315 Segreteria parrocchiale: Martedì 14:30 - 17:30 Giovedì 09:00 - 11:00 CARITAS Tel. 0331264640
Orario S. Messe Parrocchia:
Martedì, Giovedì, Sabato e prefestivi ore 18.00 Domenica ore 9.00-11.00 Santuario:   Lunedì, Mercoledì e Venerdì ore 8.30 Orari Messe durante l'oratorio estivo: (10 giugno-5 luglio): cambiano il martedì alle 18:30 (non alle 18) e il giovedì alle 9:30 con i bambini e ragazzi dell'oratorio estivo (non alle 18)
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FESTA ORATORIO SAN LUIGI “Era necessario che l’eroico diventasse normale, quotidiano, e che il normale, quotidiano, diventasse eroico” san Giovanni Paolo II Carissimi, il titolo della Festa dell'Oratorio San Luigi, è tratto dall'omelia che il Papa San Giovanni Paolo II tenne a Norcia il 23 Marzo 1980, in occasione dei 1500 anni dalla nascita di San Benedetto, di cui ne riporto alcuni stralci significativi. "Cari fratelli e sorelle, quando a Norcia venne al mondo san Benedetto, non solo "il mondo antico si avviava alla fine", ma in realtà tale mondo era già stato trasformato: erano subentrati i "christiana tempora". Roma, che un tempo era stata la testimone principale della sua potenza e la città del suo più grande splendore, era diventata la "Roma christiana", In un certo senso era stata veramente la città in cui si era identificato l'impero. La Roma dei cesari era ormai tramontata. Era rimasta la Roma degli apostoli. La Roma di Pietro e di Paolo, la Roma dei martiri, la cui memoria era ancora relativamente fresca e viva. E, mediante questa memoria, era viva la coscienza della Chiesa e il senso della presenza di Cristo, al quale tanti uomini e donne non avevano esitato a rendere la loro testimonianza, mediante il sacrificio della propria vita. Ecco, dunque, nasce a Norcia Benedetto e matura in quel clima particolare, in cui la fine della potenza terrena, la più grande deIle potenze che si siano manifestate nel mondo antico, parla all'anima col linguaggio delle realtà ultime, mentre nello stesso tempo Cristo e il Vangelo parlano di un'altra aspirazione, di un'altra dimensione della vita, di un'altra giustizia, di un altro regno. Così dunque, oltre l'orizzonte della morte che subì tutto il mondo costruito sulla potenza temporale di Roma e dell'impero, emerge questa nuova aspirazione: l'aspirazione "verso l'alto", suscitata dalla sfida della nuova vita, la sfida portata all'uomo da Cristo insieme alla speranza della risurrezione futura. “Era necessario che l’eroico diventasse normale, quotidiano, e che il normale, quotidiano, diventasse eroico” san Giovanni Paolo II San Giovanni Paolo II Il mondo terrestre .. il mondo delle potenze e delle sconfitte dell "uomo - è diventato il mondo visitato dal Figlio di Dio, il mondo sostenuto dalla croce nella prospettiva del futuro definitivo dell'uomo che è l'eternità: il regno di Dio. Benedetto seppe certamente interpretare con perspicacia i segni dei tempi di allora, quando scrisse la sua Regola, nella quale l'unione della preghiera e del lavoro diventava, per coloro che l'avrebbero accettata, il principio dell'aspirazione all'eternità. "Ora et labora" era per il grande fondatore del monachesimo occidentale la stessa verità che l'apostolo Paolo afferma nella lettera ai Filippesi quando afferma di aver lasciato perdere tutto per Cristo: "Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui" Benedetto, leggendo i segni dei tempi, vide che era necessario realizzare il programma radicale della santità evangelica, espresso con le parole di san Paolo, in una forma ordinaria, nelle dimensioni della vita quotidiana di tutti gli uomini. Era necessario che l'eroico diventasse normale, quotidiano, e che il normale, quotidiano diventasse eroico. In questo modo egli, padre dei monaci, legislatore della vita monastica in occidente, divenne anche indirettamente il pioniere di una nuova civiltà. Ovunque il lavoro umano condizionava lo sviluppo della cultura, dell' economia, della vita sociale, lì giungeva il programma benedettino dell'evangelizzazione, che univa il lavoro alla preghiera e la preghiera al lavoro."
15 Settembre 2019 III Domenica dopo il martirio di san Giovanni il Precursore Anno C Is 43, 24c – 44, 3; Sal 32 (33); Eb 11, 39 – 12, 4; Gv 5, 25-36
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FESTA ORATORIO SAN LUIGI “Era necessario che l’eroico diventasse normale, quotidiano, e che il normale, quotidiano, diventasse eroico” san Giovanni Paolo II Carissimi, il titolo della Festa dell'Oratorio San Luigi, è tratto dall'omelia che il Papa San Giovanni Paolo II tenne a Norcia il 23 Marzo 1980, in occasione dei 1500 anni dalla nascita di San Benedetto, di cui ne riporto alcuni stralci significativi. "Cari fratelli e sorelle, quando a Norcia venne al mondo san Benedetto, non solo "il mondo antico si avviava alla fine", ma in realtà tale mondo era già stato trasformato: erano subentrati i "christiana tempora". Roma, che un tempo era stata la testimone principale della sua potenza e la città del suo più grande splendore, era diventata la "Roma christiana", In un certo senso era stata veramente la città in cui si era identificato l'impero. La Roma dei cesari era ormai tramontata. Era rimasta la Roma degli apostoli. La Roma di Pietro e di Paolo, la Roma dei martiri, la cui memoria era ancora relativamente fresca e viva. E, mediante questa memoria, era viva la coscienza della Chiesa e il senso della presenza di Cristo, al quale tanti uomini e donne non avevano esitato a rendere la loro testimonianza, mediante il sacrificio della propria vita. Ecco, dunque, nasce a Norcia Benedetto e matura in quel clima particolare, in cui la fine della potenza terrena, la più grande deIle potenze che si siano manifestate nel mondo antico, parla all'anima col linguaggio delle realtà ultime, mentre nello stesso tempo Cristo e il Vangelo parlano di un'altra aspirazione, di un'altra dimensione della vita, di un'altra giustizia, di un altro regno. Così dunque, oltre l'orizzonte della morte che subì tutto il mondo costruito sulla potenza temporale di Roma e dell'impero, emerge questa nuova aspirazione: l'aspirazione "verso l'alto", suscitata dalla sfida della nuova vita, la sfida portata all'uomo da Cristo insieme alla speranza della risurrezione futura. “Era necessario che l’eroico diventasse normale, quotidiano, e che il normale, quotidiano, diventasse eroico” san Giovanni Paolo II San Giovanni Paolo II Il mondo terrestre .. il mondo delle potenze e delle sconfitte dell "uomo - è diventato il mondo visitato dal Figlio di Dio, il mondo sostenuto dalla croce nella prospettiva del futuro definitivo dell'uomo che è l'eternità: il regno di Dio. Benedetto seppe certamente interpretare con perspicacia i segni dei tempi di allora, quando scrisse la sua Regola, nella quale l'unione della preghiera e del lavoro diventava, per coloro che l'avrebbero accettata, il principio dell'aspirazione all'eternità. "Ora et labora" era per il grande fondatore del monachesimo occidentale la stessa verità che l'apostolo Paolo afferma nella lettera ai Filippesi quando afferma di aver lasciato perdere tutto per Cristo: "Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui" Benedetto, leggendo i segni dei tempi, vide che era necessario realizzare il programma radicale della santità evangelica, espresso con le parole di san Paolo, in una forma ordinaria, nelle dimensioni della vita quotidiana di tutti gli uomini. Era necessario che l'eroico diventasse normale, quotidiano, e che il normale, quotidiano diventasse eroico. In questo modo egli, padre dei monaci, legislatore della vita monastica in occidente, divenne anche indirettamente il pioniere di una nuova civiltà. Ovunque il lavoro umano condizionava lo sviluppo della cultura, dell' economia, della vita sociale, lì giungeva il programma benedettino dell'evangelizzazione, che univa il lavoro alla preghiera e la preghiera al lavoro."
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