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Parrocchia Natività di Maria Vergine Cardano al Campo - Cuoricino
I Santi del mese che sono modelli nella fede ed amici che intercedono per noi: per conoscere i santi, nostri modelli nella fede.
Parrocchia NativitÓ  di Maria Vergine
Via Verdi, 20 CUORICINO (Cardano al Campo) Tel. 0331262071 E-mail. Don Samuele 3386866315 CARITAS Tel. 0331264640
Orario S. Messe Parrocchia:
Martedì, Giovedì, Sabato e prefestivi ore 18.00 Domenica ore 9.00-11.00 Santuario:   Lunedì, Mercoledì e Venerdì ore 8.30 Dall'1 al 31 maggio le Messe feriali saranno al Santuario secondo gli orari consueti.
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Cresima, sacramento dell'addio? "Vorrei provare a capire con te che cos' è la cresima, che significa riceverla, come prepararsi ad essa e come fame tesoro per tutta la vita: ho scelto di parlartene perché mi sembra che questo dono di amore sia spesso poco compreso, vissuto da molti più come un obbligo da assolvere che come un incontro decisivo, in cui - se lo vuoi - lo Spirito Santo può riempire il tuo cuore e imprimervi il sigillo dell'amore di Dio per renderti capace di credere, sperare ed amare oltre ogni misura di stanchezza e ogni prova e sfida della vita. IL PONTE DELL'ASINO "Il ponte dell'asino: così un vescovo aveva definito l'esperienza della cresima per molti dei nostri ragazzi. Stimavo quell'uomo e la sua curiosa definizione mi colpì al punto che la ricordo ancora dopo molti anni": l'arcivescovo racconta una sua esperienza per andare al nocciolo della questione. ''Nell'uso comune «ponte dell'asino» indica un passaggio particolarmente difficile", facendo riferimento a un'antica leggenda, che narra di un santo, di un asino e del diavolo e di come il primo riuscì a non cadere nella trappola del demonio facendo passare l'asinello su un ponte, sul quale il primo che sarebbe transitato avrebbe perso l'anima. La storiella contiene, a giudizio dell'arcivescovo, anche un particolare messaggio: "Ci sono momenti in cui - se ti fidi di Dio e usi intelligenza e buona volontà - puoi guadare anche il torrente più impervio e avanzare libero e sereno nel cammino della vita. Dire che la cresima è il «ponte dell'asino» significa allora riconoscere che per molti essa risulta una tappa difficile, alla quale ci si prepara spesso con un senso di costrizione, mescolando noia e curiosità, attesa e fretta di finire. Giunto al «ponte dell'asino», il protagonista rischia di cascare nelle mani del Nemico, lieto di poterlo separare da Dio. Avviene così che, messi da parte i buoni propositi, il ragazzo appena cresimato si allontani dalla pratica religiosa e cominci a navigare da solo nel turbinoso mare della vita. Il momento della confermazione diventa allora per molti l'ora del congedo!". I SETTE DONI "È possibile fare qualcosa perché non sia così?". lnnanzitutto, bisogna rispondere ad alcune domande, prima fra tutte: "Che cos'è la cresima?". Secondo le parole della liturgia è il sacramento - cioè il segno efficace delI agire divino - in cui ci viene donato "il sigillo dello Spirito Santo". Ma "chi è questo Spirito Santo? Nel Dio, che è Amore, c'è un eterno Amante, il Padre, da sempre e per sempre sorgente di amore; c'è un eterno Amato, il Figlio, che accoglie l'amore e lo ricambia, insegnandoci che anche il ricevere è divino; e c'è l'Amore personale, donato dall'Uno ali' Altro, lo Spirito, che è al tempo stesso il vincolo che unisce il Padre e il Figlio e colui che apre il loro amore ad effondersi nella creazione". Allora, "cammina secondo lo Spirito chi vive la fede, la speranza e la carità, testimoniando agli altri con gioia e convinzione la bellezza di Dio". Inoltre, "lo Spirito effonde in noi i suoi doni, aiutandoci così a corrispondere alla chiamata divina per ognuno di noi". Nei suoi sette doni (sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio) "si può riconoscere quello che la cresima è in grado di produrre in noi". Il dono della sapienza "ci aiuta a vedere l'insieme del mondo e della vita in Dio"; il dono dell'intelletto "ci educa a leggere in ogni situazione la Sua presenza e a discernere concretamente quello che Lui ci chiede"; il dono del consiglio "ci guida nelle diverse decisioni da prendere"; il dono della fortezza" ci rende fedeli al Signore nella varietà dei momenti e delle stagioni della vita"; il dono della scienza è "quello che scaturisce dal misurare ogni conoscenza sul mistero ultimo che avvolge tutte le cose"; il dono della pietà è "quello che accende in noi la tenerezza per Dio"; il dono del timor di Dio è "l'atteggiamento che ci fa vivere costantemente sotto lo sguardo del Signore, preoccupati di piacere a Lui piuttosto che agli uomini". UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA A questo punto, "si comprende perché sia così importante cresimarsi, portando a compimento il cammino della inizi azione cristiana cominciato col battesimo: abbiamo tutti bisogno di essere fortificati dal dono di Dio, per divenire capaci di credere, sperare e amare al di là della nostra debolezza, imparando ad agire nella comunione della Chiesa con lo slancio dei testimoni, che vorrebbero comunicare a tutti la bellezza del Signore", Certo, "il pane eucaristico è già culmine e fonte della vita cristiana, nutrimento e forza in cui opera lo Spirito Santo: tuttavia, abbiamo tutti bisogno del dono personale dello Spirito, che ci dia la luce dall' alto per riconoscere la verità che salva e discernere la volontà del Padre, che ci ama". Grazie al dono della cresima siamo anche "chiamati a prendere nuova consapevolezza dell'appartenenza alla Chiesa, del tesoro di grazia che vi si trova, della responsabilità di partecipare alla vita della comunità e alla sua missione con tutto il cuore, mettendo a disposizione del prossimo i doni che Dio ha fatto a ciascuno di noi", "Il cammino di vita nuova che inizia con la cresima apre per ciascuno la strada della propria vocazione, e cioè del proprio rapporto unico e irripetibile con Dio", Mons. Bruno Forte Arcivescovo di Chieti-Vasto
19 Maggio 2019 V DOMENICA DI PASQUA At 4,32-37; Sal 132; 1Cor 12,31- 13,8a; Gv 13,31b-35
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Martedì, Giovedì, Sabato e prefestivi ore 18.00 Domenica ore 9.00-11.00 Santuario:   Lunedì, Mercoledì e Venerdì ore 8.30 Dall'1 al 31 maggio le Messe feriali saranno al Santuario secondo gli orari consueti.
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''Nell'uso comune «ponte dell'asino» indica un passaggio particolarmente difficile", facendo riferimento a un'antica leggenda, che narra di un santo, di un asino e del diavolo e di come il primo riuscì a non cadere nella trappola del demonio facendo passare l'asinello su un ponte, sul quale il primo che sarebbe transitato avrebbe perso l'anima. La storiella contiene, a giudizio dell'arcivescovo, anche un particolare messaggio: "Ci sono momenti in cui - se ti fidi di Dio e usi intelligenza e buona volontà - puoi guadare anche il torrente più impervio e avanzare libero e sereno nel cammino della vita. Dire che la cresima è il «ponte dell'asino» significa allora riconoscere che per molti essa risulta una tappa difficile, alla quale ci si prepara spesso con un senso di costrizione, mescolando noia e curiosità, attesa e fretta di finire. Giunto al «ponte dell'asino», il protagonista rischia di cascare nelle mani del Nemico, lieto di poterlo separare da Dio. Avviene così che, messi da parte i buoni propositi, il ragazzo appena cresimato si allontani dalla pratica religiosa e cominci a navigare da solo nel turbinoso mare della vita. Il momento della confermazione diventa allora per molti l'ora del congedo!". I SETTE DONI "È possibile fare qualcosa perché non sia così?". lnnanzitutto, bisogna rispondere ad alcune domande, prima fra tutte: "Che cos'è la cresima?". Secondo le parole della liturgia è il sacramento - cioè il segno efficace delI agire divino - in cui ci viene donato "il sigillo dello Spirito Santo". Ma "chi è questo Spirito Santo? Nel Dio, che è Amore, c'è un eterno Amante, il Padre, da sempre e per sempre sorgente di amore; c'è un eterno Amato, il Figlio, che accoglie l'amore e lo ricambia, insegnandoci che anche il ricevere è divino; e c'è l'Amore personale, donato dall'Uno ali' Altro, lo Spirito, che è al tempo stesso il vincolo che unisce il Padre e il Figlio e colui che apre il loro amore ad effondersi nella creazione". Allora, "cammina secondo lo Spirito chi vive la fede, la speranza e la carità, testimoniando agli altri con gioia e convinzione la bellezza di Dio". Inoltre, "lo Spirito effonde in noi i suoi doni, aiutandoci così a corrispondere alla chiamata divina per ognuno di noi". Nei suoi sette doni (sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio) "si può riconoscere quello che la cresima è in grado di produrre in noi". Il dono della sapienza "ci aiuta a vedere l'insieme del mondo e della vita in Dio"; il dono dell'intelletto "ci educa a leggere in ogni situazione la Sua presenza e a discernere concretamente quello che Lui ci chiede"; il dono del consiglio "ci guida nelle diverse decisioni da prendere"; il dono della fortezza" ci rende fedeli al Signore nella varietà dei momenti e delle stagioni della vita"; il dono della scienza è "quello che scaturisce dal misurare ogni conoscenza sul mistero ultimo che avvolge tutte le cose"; il dono della pietà è "quello che accende in noi la tenerezza per Dio"; il dono del timor di Dio è "l'atteggiamento che ci fa vivere costantemente sotto lo sguardo del Signore, preoccupati di piacere a Lui piuttosto che agli uomini". UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA A questo punto, "si comprende perché sia così importante cresimarsi, portando a compimento il cammino della inizi azione cristiana cominciato col battesimo: abbiamo tutti bisogno di essere fortificati dal dono di Dio, per divenire capaci di credere, sperare e amare al di là della nostra debolezza, imparando ad agire nella comunione della Chiesa con lo slancio dei testimoni, che vorrebbero comunicare a tutti la bellezza del Signore", Certo, "il pane eucaristico è già culmine e fonte della vita cristiana, nutrimento e forza in cui opera lo Spirito Santo: tuttavia, abbiamo tutti bisogno del dono personale dello Spirito, che ci dia la luce dall' alto per riconoscere la verità che salva e discernere la volontà del Padre, che ci ama". Grazie al dono della cresima siamo anche "chiamati a prendere nuova consapevolezza dell'appartenenza alla Chiesa, del tesoro di grazia che vi si trova, della responsabilità di partecipare alla vita della comunità e alla sua missione con tutto il cuore, mettendo a disposizione del prossimo i doni che Dio ha fatto a ciascuno di noi", "Il cammino di vita nuova che inizia con la cresima apre per ciascuno la strada della propria vocazione, e cioè del proprio rapporto unico e irripetibile con Dio", Mons. Bruno Forte Arcivescovo di Chieti-Vasto