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Il santuario della Nativita' di Maria Vergine

Parrocchia Natività di Maria Vergine Cardano al Campo - Cuoricino

Il santuario della Nativita' di Maria Vergine

La chiesa e' situata all'ingresso del comune di Cardano al Campo, nella frazione di Cuoricino, lungo un importante snodo viario (oggi via Giovanni XXIII, un tempo detta via per castelnovate) ossia la strada che da Milano conduce alla brughiera di Malpensa e al Ticino, sul tracciato del'antico cardo romano (l'attuale via Roma). Il complesso e' composto da una chiesa, dal campanile e dalla sacrestia ed e' delimitato da un muro interrotto da edicole con stazioni della via Crucis. [...] La datazione della chiesa come la vediamo oggi e' seicentesca, ma diverse sono state le fasi di costruzione. La chiesa e' sussidiaria della parrocchia della Nativita' di Maria e destinata alla celebrazione della messa giornaliera e di numerosi matrimoni; e' un luogo protetto, raccolto, quasi un'isola di silenzio tra il traffico moderno, reso godibile dal giardino con parterre d'erba che la circonda. Sin dall'antichita', come testimoniato da documenti seicenteschi, essa e' sempre stata molto amata sia dai cardanesi che dalla popolazione dei comuni limitrofi ed e' considerata come un Santuario, luogo di devozione e preghiera. (Tratto da "Santa Maria Nascente", a cura di Elena Gnoato, Monica Mariniello, Anna Elena Galli e Giorgio Doro) Come appariva la chiesetta prima del restauro... Il giardinetto e' composto da un piccolo praticello verdeggiante, da alcuni pini, dal muro di cinta e da un passaggio pedonale, in beole, che conduce in diagonale verso l'ingresso principale. Sul muro che separa la zona verde dal resto del mondo sono state dipinte, all'interno di dodici sagome arcuate molto semplici, le stazioni della Via Crucis, ma il tempo e la malsana esposizione agli agenti atmosferici hanno deteriorato la pittura a tal punto da renderla pressoche' irriconoscibile e, disgrazia ancora peggiore, irrecuperabile anche all'eventualita' di un restauro. Il campanile:posizionato nell'angolo tra le due ali dell'edificio ad "elle", suddiviso in quattro rettangoloni beiges e corredato da un orologio rotondo in campo quadrato. Le quattro facciate uguali dello spazio per le campane: un grande rettangolo con all'interno un arco a tutto sesto, due archetti a mo' di bifora sotto l'arco piu' grande, un oblo' circolare a meta' dell'arco piu' grande e gli archetti, una colonnina centrale, in pietra grigia e dotata di entasi (ovvero perfettamente bombata), a sostegno degli archetti. Oltrepassata la porticina d'ingresso, il soffitto non smette di mantenersi piuttosto basso e da' l'impressione che il porticato esterno prosegua senza interruzione anche all'interno dell'edificio: invece si tratta di un soppalco, sostenuto da tre archia tutto sesto e sede del coro. Il soffitto della navata principale della chiesa: una lunga e larga volta a botte, tagliata da quattro vele che partono dalle finestre, me che non raggiungono il centro della vasta superficie, dove un piccolo disegno astratto, stellare e formato da quattro grandi petali, si allarga come un centrino ellittico intorno ad un minuscolo seme di melograno o di nespolo. L'area presbiterale appare completamente decorata: sulle pareti laterali campeggiano due scene: l'Adorazione dei Magi e l'Adorazione dei Pastori L'Adorazione dei pastori riprende fedelmente il passo del vangelo di Luca che segue l'annuncio della nascita del Messia. E' rappresentata la Sacra Famiglia e i pastori che, inginocchiati, esprimono tutta la loro meraviglia indicando con una mimica scomposta il Bambino, mentre alcuni angeli reggono una bandella con la scritta "Gloria in Excelsis Deo". San Giuseppe e la Vergine, assorti nella meditazione e nella preghiera, contemplano il bambino; al di sopra due colombe, poste sulla trave del tetto, danno un tocco di intima e semplice familiarita' alla scena, rimandando idealmente allo Spirito Santo, di cui sono simbolo. L'Adorazione dei Magi illustra invece il brano del vangelo di Matteo, unico a citare questi personaggi. Nella parte a sinistra e' rappresentato il piu' anziano dei Magi, prostrato, intento a baciare i piedi di Gesu' Bambino, segno di totale ubbidienza e di sottomissione. Di particolare nota e' il gesto della Vergine che alza il mantello sopra il capo del re inchinato, in segno di protezione. A destra sono raffigurati gli altri due Magi, che si apprestano ad adorare il Bambino. La mano sul petto dell'uno dice che sara' il suo turno e che dovra' prendere lo scrigno che gli viene portato dal giovane servo ai suoi piedi. Sulla parete di fondo, nella zona presbiterale, la lunetta che rappresenta la Gloria Di Dio Padre si raccorda con le altre due opere presenti: l'Annunciazione e Maria Bambina tra le braccia di sant'Anna. La Gloria di Dio Padre sono raffigurati due angeli, di cui uno in procinto di spiccare il volo, che sorreggono Dio Padre e il globo. Si tratterebbe del momento in cui Dio da' inizio alla salvezza dell'umanita', inviando l'angelo Gabriele a Maria per annunciare la nascita del Redentore, evento riportato nella scena sottostante, divisa a meta' dalla cornice marmorea che ospita l'affresco di Maria Bambina tra le braccia di Sant'Anna. 
Il Santuario
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Il santuario della Nativita' di Maria

Vergine

Parrocchia Natività di Maria Vergine Cardano al Campo - Cuoricino

Il santuario della Nativita' di Maria Vergine

La chiesa e' situata all'ingresso del comune di Cardano al Campo, nella frazione di Cuoricino, lungo un importante snodo viario (oggi via Giovanni XXIII, un tempo detta via per castelnovate) ossia la strada che da Milano conduce alla brughiera di Malpensa e al Ticino, sul tracciato del'antico cardo romano (l'attuale via Roma). Il complesso e' composto da una chiesa, dal campanile e dalla sacrestia ed e' delimitato da un muro interrotto da edicole con stazioni della via Crucis. [...] La datazione della chiesa come la vediamo oggi e' seicentesca, ma diverse sono state le fasi di costruzione. La chiesa e' sussidiaria della parrocchia della Nativita' di Maria e destinata alla celebrazione della messa giornaliera e di numerosi matrimoni; e' un luogo protetto, raccolto, quasi un'isola di silenzio tra il traffico moderno, reso godibile dal giardino con parterre d'erba che la circonda. Sin dall'antichita', come testimoniato da documenti seicenteschi, essa e' sempre stata molto amata sia dai cardanesi che dalla popolazione dei comuni limitrofi ed e' considerata come un Santuario, luogo di devozione e preghiera. (Tratto da "Santa Maria Nascente", a cura di Elena Gnoato, Monica Mariniello, Anna Elena Galli e Giorgio Doro) Come appariva la chiesetta prima del restauro... Il giardinetto e' composto da un piccolo praticello verdeggiante, da alcuni pini, dal muro di cinta e da un passaggio pedonale, in beole, che conduce in diagonale verso l'ingresso principale. Sul muro che separa la zona verde dal resto del mondo sono state dipinte, all'interno di dodici sagome arcuate molto semplici, le stazioni della Via Crucis, ma il tempo e la malsana esposizione agli agenti atmosferici hanno deteriorato la pittura a tal punto da renderla pressoche' irriconoscibile e, disgrazia ancora peggiore, irrecuperabile anche all'eventualita' di un restauro. Il campanile:posizionato nell'angolo tra le due ali dell'edificio ad "elle", suddiviso in quattro rettangoloni beiges e corredato da un orologio rotondo in campo quadrato. Le quattro facciate uguali dello spazio per le campane: un grande rettangolo con all'interno un arco a tutto sesto, due archetti a mo' di bifora sotto l'arco piu' grande, un oblo' circolare a meta' dell'arco piu' grande e gli archetti, una colonnina centrale, in pietra grigia e dotata di entasi (ovvero perfettamente bombata), a sostegno degli archetti. Oltrepassata la porticina d'ingresso, il soffitto non smette di mantenersi piuttosto basso e da' l'impressione che il porticato esterno prosegua senza interruzione anche all'interno dell'edificio: invece si tratta di un soppalco, sostenuto da tre archia tutto sesto e sede del coro. Il soffitto della navata principale della chiesa: una lunga e larga volta a botte, tagliata da quattro vele che partono dalle finestre, me che non raggiungono il centro della vasta superficie, dove un piccolo disegno astratto, stellare e formato da quattro grandi petali, si allarga come un centrino ellittico intorno ad un minuscolo seme di melograno o di nespolo. L'area presbiterale appare completamente decorata: sulle pareti laterali campeggiano due scene: l'Adorazione dei Magi e l'Adorazione dei Pastori L'Adorazione dei pastori riprende fedelmente il passo del vangelo di Luca che segue l'annuncio della nascita del Messia. E' rappresentata la Sacra Famiglia e i pastori che, inginocchiati, esprimono tutta la loro meraviglia indicando con una mimica scomposta il Bambino, mentre alcuni angeli reggono una bandella con la scritta "Gloria in Excelsis Deo". San Giuseppe e la Vergine, assorti nella meditazione e nella preghiera, contemplano il bambino; al di sopra due colombe, poste sulla trave del tetto, danno un tocco di intima e semplice familiarita' alla scena, rimandando idealmente allo Spirito Santo, di cui sono simbolo.
L'Adorazione dei Magi illustra invece il brano del vangelo di Matteo, unico a citare questi personaggi. Nella parte a sinistra e' rappresentato il piu' anziano dei Magi, prostrato, intento a baciare i piedi di Gesu' Bambino, segno di totale ubbidienza e di sottomissione. Di particolare nota e' il gesto della Vergine che alza il mantello sopra il capo del re inchinato, in segno di protezione. A destra sono raffigurati gli altri due Magi, che si apprestano ad adorare il Bambino. La mano sul petto dell'uno dice che sara' il suo turno e che dovra' prendere lo scrigno che gli viene portato dal giovane servo ai suoi piedi. Sulla parete di fondo, nella zona presbiterale, la lunetta che rappresenta la Gloria Di Dio Padre si raccorda con le altre due opere presenti: l'Annunciazione e Maria Bambina tra le braccia di sant'Anna. La Gloria di Dio Padre sono raffigurati due angeli, di cui uno in procinto di spiccare il volo, che sorreggono Dio Padre e il globo. Si tratterebbe del momento in cui Dio da' inizio alla salvezza dell'umanita', inviando l'angelo Gabriele a Maria per annunciare la nascita del Redentore, evento riportato nella scena sottostante, divisa a meta' dalla cornice marmorea che ospita l'affresco di Maria Bambina tra le braccia di Sant'Anna.